Un buon grafico si capisce in pochi secondi. Uno scelto male costringe chi lo guarda a decifrarlo o, peggio, trasmette un’idea sbagliata. Excel offre decine di tipi e varianti, ed è facile finire per usare sempre lo stesso o scegliere il più vistoso invece del più chiaro.
In questa guida imparerai a scegliere il tipo di grafico in base alla domanda a cui vuoi rispondere, quando usare colonne, linee, torte, dispersione, istogrammi o grafici combinati, come crearli passo dopo passo e quali errori evitare.
Prima di tutto, cosa vuoi comunicare
Il tipo di grafico non dipende dai dati, ma dal messaggio. Le stesse vendite mensili possono servire a confrontare le regioni o a vedere l’andamento dell’anno, e ogni caso richiede un grafico diverso. Prima di premere qualsiasi pulsante, decidi a quale di queste domande vuoi rispondere:
| Domanda | Obiettivo | Grafico consigliato |
|---|---|---|
| Quale categoria è la più grande? | Confrontare | Colonne o barre |
| Come è cambiato nel tempo? | Andamento nel tempo | Linee |
| Che parte del totale rappresenta? | Composizione | Torta, anello o barre in pila 100% |
| Due valori sono collegati? | Correlazione | Dispersione (XY) |
| Come si distribuiscono i valori? | Distribuzione | Istogramma statistico |
Colonne e barre: confrontare categorie
Sono i grafici più versatili e quasi sempre una scelta sicura. Le colonne sono verticali (in Excel si chiamano istogrammi) e le barre orizzontali. Servono a confrontare importi, quantità o conteggi tra categorie: vendite per regione, spese per reparto, ordini per prodotto.
Usa questi dati di esempio per esercitarti:
| Regione (A) | Vendite (B) | % del totale (C) |
|---|---|---|
| Nord | 12.400 | 22,1% |
| Sud | 9.800 | 17,5% |
| Est | 15.200 | 27,1% |
| Ovest | 7.600 | 13,6% |
| Centro | 11.000 | 19,6% |
Alcune indicazioni perché il grafico si legga bene:
- Scegli le barre orizzontali se i nomi delle categorie sono lunghi o se sono molte: le etichette si leggono senza piegare la testa.
- Ordina i dati dal più grande al più piccolo prima di creare il grafico, a meno che le categorie non abbiano un ordine naturale (mesi, fasce d’età).
- Fai partire l’asse da zero. Se l’asse verticale parte da 7.000, una piccola differenza sembra enorme.
- Usa colonne raggruppate per confrontare due o tre serie (per esempio quest’anno e l’anno precedente) e colonne in pila solo se conta anche il totale.
Linee: mostrare l’andamento nel tempo
Quando l’asse orizzontale è il tempo (giorni, mesi, trimestri, anni), il grafico a linee è il più chiaro. La linea unisce i punti e rende visibili la tendenza, la stagionalità o un cambiamento improvviso.
- Usalo con date o periodi ordinati, mai con categorie senza ordine come regioni o prodotti: la linea suggerirebbe una continuità che non esiste.
- Non mettere più di quattro o cinque serie nello stesso grafico. Se te ne servono di più, dividile in diversi grafici piccoli con la stessa scala.
- Se l’asse mostra le date in disordine o con strani vuoti, verifica che la colonna contenga date vere e non testo.
Con pochi periodi (tre o quattro), le colonne possono funzionare altrettanto bene. La linea vince nettamente a partire da sei o otto punti.
Torta e anello: le parti di un totale
Il grafico a torta è il più popolare e anche il più usato male. Ha senso solo quando le parti formano un totale significativo (il 100% delle vendite, del budget o delle risposte) e le categorie sono poche.
Se vuoi mostrare le percentuali nella tabella, calcola la colonna C con questa formula e applica il formato percentuale:
=B2/SOMMA($B$2:$B$6)
Tieni presenti questi limiti:
- L’occhio fatica a confrontare angoli simili. Nell’esempio, Nord (22,1%) e Centro (19,6%) quasi non si distinguono in una torta, ma si vedono bene con le barre.
- Con molte fette il grafico diventa illeggibile. Raggruppa le più piccole in “Altro”.
- Non serve per confrontare due periodi. Per questo usa barre in pila 100%, una per periodo.
Il grafico ad anello è una variante con un foro centrale in cui puoi scrivere il totale. Ha gli stessi pregi e gli stessi problemi.
Dispersione, istogramma e grafico combinato
Dispersione (XY): la relazione tra due variabili
Ogni punto rappresenta un record con due valori numerici: per esempio la spesa pubblicitaria di ogni mese (asse X) e le vendite di quel mese (asse Y). Se i punti formano una nuvola inclinata, c’è una relazione. Da Elementi grafico puoi aggiungere una linea di tendenza per vederla meglio. Non confonderlo con il grafico a linee: qui l’asse X è numerico, non una sequenza di categorie.
Istogramma statistico: come si distribuiscono i valori
Raggruppa i valori in intervalli e mostra quanti ricadono in ciascuno: importi degli scontrini, tempi di consegna, voti. È disponibile come tipo di grafico da Excel 2016. È utile per capire se la maggior parte degli ordini si concentra in una fascia o se ci sono valori molto lontani dagli altri.
Combinato: due misure in un solo grafico
Permette di mostrare, per esempio, le vendite mensili come colonne e il margine percentuale come linea su un asse secondario. Usalo con moderazione: due scale diverse confondono se entrambi gli assi non sono ben etichettati.
Come creare il grafico ed evitare errori
Passo dopo passo
- Organizza i dati con le intestazioni nella prima riga e senza righe o colonne vuote in mezzo.
- Se i dati cresceranno, trasformali in tabella con Ctrl+T: il grafico si estenderà da solo quando aggiungerai righe.
- Seleziona l’intervallo, intestazioni comprese, e vai su Inserisci › Grafici consigliati. Excel propone opzioni in base ai tuoi dati.
- Scegli il tipo e regola i dettagli nelle schede Struttura grafico e Formato.
- Scrivi un titolo che dica cosa mostra il grafico, non solo il nome dei dati: “L’Est guida le vendite” è più utile di “Vendite per regione”.
- Aggiungi le etichette dati se i valori esatti contano e togli la legenda se c’è una sola serie.
Errori comuni
- Effetti 3D: deformano le proporzioni e rendono la lettura più difficile. Usa sempre la versione piatta.
- Troppi colori: se ogni colonna ha un colore diverso senza motivo, il lettore cerca un significato che non c’è. Usa un colore ed evidenzia solo ciò che conta.
- Assi senza unità: indica se si tratta di unità, migliaia o percentuali.
- Anni trattati come serie: se la prima colonna contiene anni numerici, Excel può disegnarli come dati. Lascia vuota la cella di intestazione di quella colonna o usa Seleziona dati per correggere.
Se devi condividere il report con qualcuno che non usa Excel, puoi convertire la cartella di lavoro in PDF con il nostro strumento gratuito da Excel a PDF. Prima controlla l’orientamento della pagina e che il grafico rientri nell’area di stampa, poi verifica il PDF ottenuto prima di inviarlo.
Conclusione
Scegliere bene un grafico parte dalla domanda, non dal pulsante. Colonne o barre per confrontare, linee per l’andamento, torta solo per poche parti di un totale, dispersione per le relazioni e istogramma per le distribuzioni. Con dati ordinati, un titolo che spieghi il messaggio e una grafica semplice, i tuoi grafici saranno capiti al primo sguardo.
Domande frequenti
Come cambio il tipo di un grafico già creato?
Fai clic con il tasto destro sul grafico e scegli Cambia tipo di grafico. Mantieni i dati e il titolo e puoi provare più opzioni fino a trovare la più chiara.
Come aggiungo un asse secondario?
Fai clic con il tasto destro sulla serie da spostare, scegli Formato serie dati e seleziona Asse secondario. Di solito si abbina al passaggio di quella serie a linea.
Perché il mio grafico non include le nuove righe?
Perché è collegato a un intervallo fisso. Trasforma i dati in tabella con Ctrl+T e ricrea il grafico, oppure estendi l’intervallo da Seleziona dati.
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